Il Metodo (The Tools)

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metodo-stutz-michelsC’è una forza interiore nascosta, che tutti possediamo ma non ci accorgiamo di avere finché non ci costringiamo a superare delle avversità. Nietzsche sintetizzò questa

verità nel celebre aforisma “Ciò che non mi uccide, mi rende più forte”. La sua idea che i problemi abbiano un valore positivo era innovativa.
Ma, si sa, la filosofia è il parto di intellettuali che raramente si domandano come applicare le proprie idee alla vita reale. Quando ci si allaga la cantina, o il

partner ci lascia, generalmente il nostro pensiero non corre all’opera di Nietzsche. In momenti simili abbiamo tutti la stessa reazione: “Non può succedere proprio a

me”. Per quanto possa sembrare naturale, in realtà tale atteggiamento è assurdo: stiamo rifiutando di accettare un evento che è già accaduto. Non c’è spreco di tempo

maggiore. Più ci si lamenta, più ci si fa del male. C’è un nome per chi si crogiola così nel dolore: vittima. La vittima pensa di sapere come il mondo dovrebbe

funzionare e quando non si sente trattata come “merita”, conclude che il mondo è contro di lei. Questa diventa la sua giustificazione logica per rinunciare e ritirarsi

nella comfort zone, dove può smettere di impegnarsi.
Non è necessario ricorrere alla filosofia per capire che, così facendo, non si sta né crescendo né rafforzandosi.
(Phil Stutz, Barry Michels, The Tools – Il metodo)

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