Mucche viola e Peppa Pig

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Mucche viola e Peppa Pig

Chi di voi non ha mai conosciuto un bambino che disegnasse le mucche viola?

Io, a causa di una certa deformazione professionale, invito sempre i miei piccoli artisti a disegnare e colorare le cose in modo che rispecchino la realtà, a meno che non si tratti di opere fantasiose. Al di là di certi tecnicismi che riguardano la mia categoria, questo particolare mi ha sempre molto colpito e scatenato in me profonde riflessioni.

La prima riflessione riguarda la pubblicità e il suo potere incantativo e fuorviante, per esempio tanto da convincere che le mucche siano tutte viola!

La seconda gli adulti, che assecondano la pubblicità nella sua martellante opera di lavaggio dei cervelli dei bambini. Sì, perché sono proprio loro le vittime più ambite, i privilegiati destinatari di questo bombardamento mediatico. Penso a certe aziende, al loro spietato lavoro di marketing e a certi normali cittadini come ad una grande associazione a delinquere, più o meno cosciente. Dico “più o meno cosciente” perché molte persone ignorano la grande bufala alla quale ogni giorno partecipano.

In questo discorso nel quale abbiamo individuato chiaramente le piccole vittime umane, dobbiamo necessariamente ricordarci di un’altra categoria, altrettanto debole e senza possibilità di sfuggire alla nostra associazione criminale: gli animali.

Vi presento i più rappresentativi, quelli che godono anche di una notevole fama.
La Mucca Lola, felice e sorridente “mucca dal latte di Alta Qualità”, la Mucca Milka che debutta nel 1972 con il suo allegro ed accattivante colore viola ed inonda i golosi di fiumi di cioccolata, e la più giovane Peppa Pig, dolce maialina che frequenta la scuola materna e vuole tanto bene ai suoi genitori. Il suo colore preferito è il rosso, e questo la dice lunga sui messaggi subliminali che lancia.

Oggi ogni bambino conosce questi personaggi, li disegna, li colora, legge e parla di loro, ed ignora che ogni giorno se li ritrova nel panino dell’intervallo o nel piatto di pranzo e cena.
Ogni bambino ignora che Mucca Milka e Mucca Lola non vivono felici e coccolate tra le Alpi Svizzere o nella migliore stalla del mondo, ma vengono spremute fino alla morte perché possiamo gustarci, a discapito anche della nostra salute, il loro latte sotto forma dei più svariati alimenti.

Mucche ingravidate artificialmente, o per meglio dire -stuprate-, perché è di stupro che si tratta, rimpinzate di ormoni, antibiotici e munte meccanicamente fino a provocare loro dolorose mastiti.Madri, private del loro sacrosanto diritto alla maternità, a cui viene sottratto il proprio cucciolo ancora bagnato e con la placenta attaccata perché non si azzardi a toccare quel prezioso liquido bianco che dovrà arrivare sui banchi dei nostri supermercati. Mucche e vitellini piangono per giorni cercandosi, e questo non lo dico io ma lo dicono gli allevatori. Mucche munte fino a cadere a terra stremate, per essere finite in un putrido macello, e vitelli maschi soppressi o messi all’ingrasso in piccoli box dove non hanno alcuna possibilità di movimento, soli e disperati tanto da, in certi casi, lasciarsi morire.

E Peppa Pig? Almeno lei se la passerà meglio? Certo, nei fumetti e nei cartoni animati.

La realtà è ben più dura. La vita dei maiali è breve ed intrisa di sporco e di dolore. Lo stupro costante per “produrre” sempre di più, la gravidanza ed il parto in fredde e strette gabbie di ferro, senza possibilità di movimento “per non schiacciare i piccoli”, l’ingrasso in orrendi stabulari che ne provocano la pazzia. Ed infine la morte.

Questa è in breve la realtà che i bambini non conoscono. Loro adorano Peppa Pig e continuano a disegnare con amore mucche viola. E mentre durante l’intervallo mi mostrano con orgoglio le loro “merende gentili”, termine coniato da noi per indicare cibi senza derivati animali, io sogno un mondo migliore.

Valentina Suyren

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